Legambiente, WWF e FAI tra i promotori della manifestazione di domani al parco Forlanini promossa da cittadini e comitati per Milano delle zone 3 e 4


"Quel campo da golf è un'offesa per il sistema del verde cittadino e un danno paesaggistico, diciamo no all'ampliamento"
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Solo tre mesi fa le associazioni ambientaliste avevano sottoscritto a livello nazionale un protocollo d'intesa con la Federazione Italiana Golf, finalizzato ad introdurre criteri di sostenibilità per un'attività sportiva che reclama grandi superfici territoriali e che, se mal progettata e gestita, è responsabile di pesanti impatti ambientali, per uso di fitofarmaci, grandi consumi idrici, manomissioni del paesaggio. Ma ad essere oggetto delle critiche di Legambiente, FAI e WWF a Milano non è la qualità del progetto di golf, bensì la scelta di sacrificare per questo quasi 12 ettari di verde agricolo urbano, scelta assunta nel 2010 dall'amministrazione Moratti.  Quella superficie avrebbe dovuto continuare ad essere la parte agricola di un sistema di verde periurbano che, come indica il Piano di Governo del Territorio in discussione in Consiglio Comunale, si collega a nord con il PLIS della Media Valle del Lambro e a sud con il Parco Agricolo Sud Milano, concretizzando un grande corridoio fluviale da destinare alla libera fruizione dei cittadini. 

"Ciò che contestiamo è la scelta di recintare una vasta area confinante con un parco urbano,  preclundendola di fatto al pubblico, con un sacrificio di quasi 12 ettari di territorio tutt'altro che degradato, trattandosi di un'area agricola interamente e da sempre coltivata, almeno fino a pochi mesi fa" dichiara Paola Brambilla, presidente di WWF Lombardia.
Gli ambientalisti ritengono poi opinabile che l'area sportiva in via di realizzazione risponda pienamente ai requisiti dell'accordo sottoscritto con la Federazione del Golf. Tra questi infatti vi è il rispetto degli aspetti paesistici di pregio che, nello specifico, erano quelli di un grande campo agricolo ancora cinto su tutti i lati da filari di alberi: "Il campo da golf in questo caso cancella un prezioso e ben conservato lembo di paesaggio rurale, coltivato da generazioni e miracolosamente sopravvisuto all'interno dei confini amministrativi di Milano: un patrimonio che la città perderà per sempre" dichiara Costanza Pratesi, responsabile dell'Ufficio ambiente del FAI.

Di fronte al fatto compiuto, le tre associazioni chiedono una revisione del progetto e della convenzione, per rendere l'area più accessibile ai cittadini e orientare la gestione al rispetto dei requisiti di sostenibilità condivisi nel protocollo con la Federazione del Golf, ed in particolare la rinuncia all'ampliamento già richiesto per ulteriori 3,5 ettari. "Se il Comune concedesse l'ampliamento, si tratterebbe di un duro colpo all'idea del 'grande parco Forlanini', il polmone verde che dovrebbe estendersi da Viale Argonne all'Idroscalo, divenendo il perno del corridoio fluviale del Lambro - afferma Damiano Di Simine, presidente di Legambiente Lombardia - siamo disposti a discutere con il Comune e con il gestore del campo da golf per valutare modifiche migliorative del progetto e del suo impatto sul paesaggio, ma la richiesta di ampliamento deve essere archiviata".

Con questo spirito e con questa richiesta le tre organizzazioni, assieme a molte altre sigle, saranno presenti alla manifestazione indetta per domani al Parco Forlanini dai cittadini autoorganizzati e comitati per Milano delle zone 3 e 4.

Pubblicato il14 maggio 2012