La parabola degli orti condivisi di via Padova


Là dove c'era una discarica ora c'è... un orto.

Incastonata tra il deposito dei pullman di via Esterle, la trafficata via Palmanova e la ferrovia, sorge oggi un'oasi verde. A seguito del bando emesso dal comune di Milano per la riqualificazione delle aree in disuso, nel 2013 il circolo di Legambiente Reteambiente si è attivato per prendere in gestione  questo spazio. È così partita la grande sfida: creare un punto di raccordo tra situazioni opposte.

Si incontrano qui la natura e l'urbano, la realtà problematica del quartiere di via Padova e la forza trainante dei cittadini volenterosi, ma anche l'esperienza dei pensionati e l'entusiasmo delle nuove generazioni. Insomma, una parabola di come la terra e il lavoro possano creare una comunità più unita e sana. Negli orti condivisi di via Padova si coltivano, nei cassoni recuperati da Expo, ortaggi di stagione ed erbe aromatiche. Il funzionamento dell'intero orto si fonda su materiali di recupero e sulla sapienza tecnica dei volontari, che hanno saputo impiegare ad-hoc pallet, legno, tubi e teli di plastica e canne di bambù per le varie strutture, come la serra, l'accogliente casotto e l'impianto di irrigazione.

Nelle aree restanti si è dato spazio persino all'apicoltura. Le 4 arnie hanno dato subito i loro frutti, dimostrando come anche nella Milano ultra-urbanizzata la forza della natura sia dirompente: ben 12 kg di miele alla prima raccolta. “Qui non coltiviamo solo ortaggi - commenta Franco Beccari, volontario di Reteambiente - ma anche relazioni sociali”. 

La positività di questa iniziativa, infatti, ha contagiato l'intero quartiere con tutte le sue diversità, attirando l'interesse di comuni cittadini, immigrati, università e associazioni, che partecipano in sinergia per la continua crescita di questo progetto. L'orto è un chiaro esempio di come sia possibile, con la collaborazione di tutti, non solo fermare la cementificazione, ma anche dare un volto nuovo alle zone recuperate. “Agire localmente e pensare globalmente”, uno degli slogan di Legambiente, si concretizza qui, in accordo con la campagna People4Soil (www.salvailsuolo.it), che auspica la raccolta di almeno un milione di firme in tutta l'UE entro settembre 2017 per far sì che il tema del consumo di suolo venga riportato all'attenzione del Parlamento Europeo. 

“Adesso tocca a voi”, ci esorta Vittorio Desiderio Pinto, uno dei volontari attivi nell'orto, riferendosi ai giovani. Il futuro della terra è nelle nostre mani.  

 

 

Articolo scritto da Natalì Rivas, Marco Frigerio e Arianna Bazzocchi del Servizio Civile Nazionale per il progetto di comunicazione nell'ambito della formazione specifica di Legambiente.

 

Guarda il video realizzato dai ragazzi del Servizio Civile di Legambiente: 

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Pubblicato il02 dicembre 2016