Giurisprudenza in materia ambientale


Di seguito riportiamo un elenco di sentenze di particolare rilevanza in materia ambientale

 

 

Sentenza della Corte europea (Seconda Sezione) del 13 febbraio 2014 nella causa C‑530/11

La Corte di Giustizia europea condanna il Regno Unito per i processi, in materia ambientale, eccessivamente onerosi (tratto da www.lexambiente.it con commento di Claudia Basciu)

Leggi la sentenza completa

 

Cons. Stato Sez. IV, Sent., 09-01-2014, n. 36

Legittimazione attiva delle associazioni ambientaliste

Leggi la sentenza completa

 

Cass. Sez. III n. 15971 del 8 aprile 2013

Tra le violazioni ambientali produttive di danno risarcibile alle associazioni di tutela ambientale rientrano anche quelle relative agli abusi edilizi, sempreché siano idonee ad arrecare concreto pregiudizio all'ambiente che deve essere, ovviamente, dimostrato. La legittimazione alla costituzione di parte civile deve essere riconosciuta alle associazioni ambientaliste anche in ordine a reati commessi in occasione o con la finalità di violare norme preordinate alla tutela dell'ambiente e del territorio, come nel caso di delitti di falso ed abuso d'ufficio commessi proprio allo scopo di rendere possibile un abuso edilizio (tratto da www.lexambiente.it). Leggi la sentenza completa

 

TAR Friuli V.G. Sez.I n.169 del 10 maggio 2012

E' riconosciuta la legittimazione delle associazioni di protezione ambientale a ricorrere avverso atti di pianificazione urbanistica suscettibili di incidere su beni ambientali (tratto da www.lexambiente.it) Leggi la sentenza completa

 

Cons. Stato Sez. III n.784 del 15 febbraio 2012

La legittimazione spetta non soltanto alle associazioni di protezione ambientale a carattere nazionale individuate con decreto ministeriale ai sensi dell’art. 13 L 8 luglio 1986, n.349, ma anche alle articolazioni regionali di tali associazioni, purché rappresentative dell’interesse pregiudicato dall’atto impugnato.

Leggi la sentenza completa

 

Cons. di Stato Sez. VI n. 3107 del 23 maggio 2011 

Il giudice amministrativo può riconoscere, caso per caso, la legittimazione ad impugnare atti amministrativi incidenti sull'ambiente ad associazioni locali (indipendentemente dalla loro natura giuridica), purché perseguano statutariamente in modo non occasionale obiettivi di tutela ambientale ed abbiano un adeguato grado di rappresentatività e stabilità in un'area di afferenza ricollegabile alla zona in cui è situato il bene a fruizione collettiva che si assume leso. Leggi la sentenza completa

 

Cass. Pen. Sez. III, n. 21016 del 2011

Le associazioni ambientaliste sono legittimate a costituirsi parte civile quando perseguano un interesse non caratterizzato da un mero collegamento con quello pubblico, bensì concretizzatosi in una realtà storica di cui il sodalizio ha fatto il proprio scopo: in tal caso l'interesse all'ambiente cessa di essere diffuso e diviene soggettivizzato e personalizzato. Leggi la sentenza completa

 

 

T.A.R. della Lombardia sez. II n. 1452 del 10/5/2010

La legittimazione attiva dell'associazione ambientalista nazionale è riconosciuta anche quando questa sia rappresentata in giudizio dal presidente regionale, posto che a norma dello statuto la rappresentanza in giudizio spetta non solo al presidente nazionale, ma anche ai presidenti regionali.

 

T.A.R. della Lombardia sezione staccata di Brescia sez. I n. 959 del 28/6/2011

E' legittima la clausola statutaria che attribuisce la rappresentanza legale dell'associazione nazionale ai vertici regionali, restando una mera questione interna alla persona giuridica legittimata ex lege stabilire quali debbano essere le persone fisiche legittimate a rappresentarla in giudizio.

 

Cass. Pen. Sez. III, n. 34761/11

Le associazioni ambientaliste sono legittimate a costituirsi parte civile per il risarcimento del danno che secondo la disciplina civilistica  può configurarsi anche come sub specie del pregiudizio arrecato all'attività concretamente svolta dall'associazione ambientalista per la valorizzazione e la tutela del territorio sul quale incidono i beni oggetto del fatto lesivo.

La possibilità di risarcimento non deve ritenersi limitata all'ambito patrimoniale di cui all'art. 2043 del codice civile, poiché l'art. 185 comma 2° c.p. dispone che ogni reato che abbia cagionato un danno patrimoniale o non patrimoniale, obbliga il colpevole al risarcimento non solo nei confronti del soggetto passivo del reato stesso, ma di chiunque possa ritenersi “danneggiato” per aver riportato un pregiudizio eziologicamente riferibile all'azione od omissione del soggetto attivo (tratto da www.lexambiente.it).

 

 

 

Files

Pubblicato il11 marzo 2014