APPELLO al Sindaco Giuliano Pisapia


PER LA TUTELA DELL’AGRICOLTURA DI MILANO  PER UNA CITTA' CAPACE DI FUTURO

- appello -

Vogliamo latte, non nuovo cemento sui campi!


Un progetto di nuove costruzioni a Ponte Lambro cancellerà una enorme area agricola di proprietà comunale per far posto a 830 appartamenti con vista tangenziale. Un'altra volta, in una città piena di  volumi da recuperare e aree dismesse o sottoutilizzate, si cancella agricoltura preziosissima: il solito adagio.

Occorre un drastico ripensamento, Milano non può continuare a distruggere la sua campagna


Caro Sindaco,

la canzone di Celentano “Il ragazzo della via Gluck”, rende bene l’idea di che cosa sia successo a Milano dalla metà del XX secolo, all’avvio di un percorso ininterrotto di espansione della città a danno della campagna, e di rottura dei rapporti secolari di equilibrio che le avevano caratterizzate. Oggi purtroppo quella canzone resta attuale, perchè racconta in modo efficace quanto sta continuando ad accadere in città. A Milano infatti le vie Gluck si stanno moltiplicando giorno dopo giorno, ancora a scapito di aree agricole fertili e produttive, ai margini della città.

Nel quartiere di Ponte Lambro, nei pressi dell’uscita Mecenate della tangenziale Est, un accordo di programma siglato da Regione e Comune spazzerà via 430 mila metri quadrati di terreno che dista soli 7 chilometri dal centro e che è presidiato da una delle ultime due cascine milanesi che da oltre 200 anni produce latte di qualità per la nostra comunità. La stessa cascina, di proprietà del Consorzio Canale Navigabile, è stata messa in vendita, con destinazione terziario-commerciale.

Vengono così smentite - nei fatti - le parole che la Sua amministrazione ha espresso in più occasioni a favore di una nuovo modello di città, e insieme svanisce la speranza di un cambiamento che si sarebbe dovuto concretizzare con la valorizzazione di una agricoltura milanese diversificata nelle colture e nei prodotti, capace di alimentare la città e di costruire un presidio contro il consumo di suolo. Cadono i presupposti della tanto auspicata ripresa in mano, da parte dell’amministrazione comunale, del rilancio di una economia locale in grado di rispondere alle esigenze della comunità urbana, fornendo prodotti agricoli di qualità e assicurando la storica funzione sociale degli agricoltori milanesi, in un’ottica di ricucitura del tessuto sociale e di erogazione di servizi di prossimità.

Sindaco Pisapia, non è troppo tardi: i campi di Ponte Lambro sono ancora irrigati e coltivati per produrre il foraggio, le vacche sono ancora nelle stalle, e a Milano ci sono tante aree dismesse che potrebbero accogliere un insediamento residenziale molto meglio di quanto possa fare una grande area agricola affacciata sulla tangenziale. Per questo le chiediamo di azzerare la previsione insediativa a Ponte Lambro, rivedendo l’accordo di programma per l'Housing Sociale (d.P.G.R. 10 maggio 2012, n. 4052), fermando la messa in vendita della cascina e prevedendo invece azioni e progetti che coinvolgano la cittadinanza e la società civile, per la valorizzazione del suolo agricolo come bene comune e spazio vitale per l'attuale e le future generazioni.

Aderiscono all'appello:

ACLI Anni Verdi Ambiente - ACLI Terra Milano - Alternativa Lombardia - ARCI Milano – Comitato Borgo di Assiano - Consorzio Cantiere Cuccagna - Coordinamento Milanese del Forum dei Movimenti per la Terra e il Paesaggio – Coldiretti Milano – Confederazione Italiana Agricoltori CIA Milano – Consorzio DAM Distretto Agricolo Milanese - Legambiente Lombardia - Movimento per la Decrescita Felice Milano – Rete dei Comitati Milanesi – SICET Sindacato Inquilini Casa e Territorio - Società Internazionale di Biourbanistica -Tavolo per la Sovranità Alimentare


Pubblicato il26 giugno 2012